Diritto delle nuove tecnologie significa tenere insieme tre piani che troppo spesso restano separati. Il rigore della norma, la comprensione della tecnologia, la domanda etica che precede entrambe.
Al centro, una sola cosa: la persona.
È la mappa con cui lavoro, ed è anche la lente con cui racconto. Su questo sito, sui social, nei convegni, ovunque trovi spazio per ragionare insieme: perché su intelligenza artificiale, dati e cybersecurity la confusione è tanta e la posta in gioco è alta, e non basta che lo sappia chi fa il mio mestiere. Deve poterlo capire chiunque debba decidere.
Per questo metto al primo posto la divulgazione: spiegare le norme che governano la tecnologia, raccontare i casi che fanno scuola, far emergere le domande prima ancora delle risposte. Lo faccio per gli imprenditori che devono fare scelte informate, per i colleghi che vogliono confrontarsi su un terreno nuovo, per le persone che vogliono semplicemente sapere come funzionano gli strumenti che usano ogni giorno.
Più conoscenza condivisa, meno decisioni prese al buio. Il diritto serve a questo, e io provo a fare la mia parte.